Guida Registrazione Ospite

Anagrafica, documento, tassa di soggiorno e dati per la fattura: una schermata che cambia col Paese

A cosa serve questa schermataI dati di una persona che dorme da te

Qui si registrano i dati di un ospite di una prenotazione: anagrafica, documento, contatti, tassa di soggiorno e, per chi ha prenotato, i dati per la fattura. Ci si arriva dalla scheda della prenotazione: tocchi il nome di un ospite nell'elenco, oppure «Aggiungi Ospite», che crea la riga e apre subito questa schermata.

Il responsabile della prenotazione ha qualche blocco in più degli altri ospiti: i dati per la fattura sono solo suoi, e il documento è sempre il suo. Su un ospite diverso dal responsabile compare in barra una stella, «Rendi Resp.», che lo promuove a responsabile.

Chi decide quali campi vedi

Non tu, e nemmeno noi: li decide il Paese della struttura. Vezpa tiene una scheda per ognuno dei 32 Paesi fra cui puoi scegliere, con i campi che le autorità di quel Paese chiedono per legge, quali sono obbligatori e quali no. La schermata si disegna da quella scheda. Non c'è niente da configurare, e i campi seguono il Paese della struttura anche quando l'ospite viene da un'altra parte del mondo.

Cambia con il Paese, in concreto:

  • se c'è il blocco «Indirizzo di residenza» e con quante caselle (esiste in 17 Paesi su 32);
  • se il «Tipo Documento» e il «Numero Documento» sono obbligatori, e a chi si chiedono;
  • se compare «Rilasciato da», e se vuole un luogo o una nazione;
  • se compare la tendina «Sesso» (8 Paesi);
  • se compaiono «Numero di visto» e «Scopo del soggiorno» (oggi solo la Repubblica Ceca);
  • se compare la sezione «TASSA DI SOGGIORNO» (23 Paesi);
  • se compare la sezione «FIRMA», cioè solo dove la legge prevede la firma dell'ospite (4 Paesi: Germania, Austria, Francia e Spagna);
  • quale forma ha il blocco «Dati per fattura».
Una sezione che non vedi non è nascosta per errore: nel tuo Paese non è prevista, e cercarla altrove nell'app è inutile. Allo stesso modo, un campo senza asterisco non è facoltativo per distrazione: nel tuo Paese nessuna autorità lo pretende.

L'ordine dei blocchi

Scorrendo dall'alto: la scansione del documento, l'assegnazione (alloggio e date), l'anagrafica, il documento, il visto, i contatti, i dati per fattura, l'indirizzo di residenza, la tassa di soggiorno, le note, la firma e infine il pulsante che registra. I blocchi legati al Paese semplicemente non compaiono dove non servono, e gli altri si stringono.

I nomi di nazioni, comuni e città compaiono nella lingua del Paese della tua struttura — non in quella dell'app. Quello che Vezpa conserva e trasmette alle autorità resta la forma ufficiale che loro riconoscono: cambia ciò che leggi, non ciò che viene dichiarato.

Cosa fai quiDalla scansione del documento al pulsante che registra

Scansionare il documento

Il primo blocco della pagina è «DOCUMENTO», e porta il pulsante «Scansiona Documento». Non apre direttamente la fotocamera: apre una scelta fra «Scatta foto» e «Scegli dalla galleria». Su computer la fotocamera non c'è e resta la sola galleria. Dopo la prima scansione il pulsante diventa «Scansiona di nuovo».

La lettura è fatta sulla MRZ, la banda di caratteri a larghezza fissa: sulla carta d'identità sta sul retro, sul passaporto sulla pagina con la foto. Il testo stampato sul fronte non viene letto, quindi fotografando il lato sbagliato non c'è niente da leggere.

Quello che la scansione compila, quando riesce: cognome, nome, sesso, data di nascita, luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero del documento. Rileggi sempre i campi prima di salvare: un documento consumato o una foto storta possono far sbagliare una lettera.

L'esito ti viene detto, e sono tre cose diverse:

  • Dati estratti automaticamente — la lettura è andata a buon fine.
  • Nessun dato letto — il servizio ha risposto e sul lato che hai fotografato non c'era niente da leggere. È il caso in cui girare il documento ha senso.
  • La lettura automatica non è disponibile ora — il servizio non ha risposto. Qui girare il documento non serve: i campi si compilano a mano.
Privacy e GDPR: la foto del documento viene inviata a un server di Vezpa, letta subito per estrarne i dati testuali e scartata immediatamente. Nessuna immagine viene archiviata, e nessun terzo vi ha accesso. Restano solo i dati anagrafici necessari alla registrazione, e la foto non è più consultabile nemmeno da te.
I blocchi intitolati «DOCUMENTO» sono due, e non è un errore. Il primo, in cima alla pagina, è questo: porta solo i pulsanti della scansione e c'è sempre. Il secondo, più in basso, porta le caselle del documento e compare secondo il Paese e secondo l'ospite. Quando più avanti si legge che «la sezione del documento non c'è», si parla del secondo.

Leggere il chip con NFC

Sopra alla scansione, sui telefoni che hanno il lettore, compare «Leggi con NFC». Il pulsante esiste solo su telefono e tablet: su computer non compare affatto.

Il percorso è in due schermate, e la prima è ancora una fotocamera. Toccando il pulsante si apre «Inquadra la MRZ»: inquadra le righe di caratteri a larghezza fissa in fondo al documento, ben illuminate e a fuoco. L'app scatta da sola a ripetizione finché non riesce a leggerle, e «Scatta» forza uno scatto subito. Quei caratteri non servono a compilare il modulo: sono la chiave che apre il chip, e senza di loro il chip non si legge.

Se la fotocamera non ce la fa, «Inserisci a mano», in alto a destra, apre tre caselle — «Numero documento», «Nascita (AAMMGG)» e «Scadenza (AAMMGG)» — e poi «Prosegui». Le due date vogliono sei cifre nell'ordine anno-mese-giorno: il 3 marzo 1985 si scrive 850303. È l'unico punto dell'app in cui si scrive la scadenza di un documento, e serve solo ad aprire il chip: non viene salvata sull'ospite e non finisce in nessuna comunicazione.

Poi si legge il chip. Fai scorrere lentamente il documento sull'apparecchio finché non viene agganciato. Su iPhone il sensore è nella parte alta, lungo il bordo superiore; su Android è sul retro, al centro o vicino alle fotocamere. Appena senti un suono o una vibrazione, fermati e non muovere più niente fino alla fine: se il documento si sposta la lettura si interrompe e va ripetuta.

Se il documento un chip leggibile non ce l'ha, l'app te lo dice: il foglio si chiude con «Inserisci a mano» e i dati dell'ospite si compilano nel modulo, come sempre.

Carta d'identità tedesca. Il suo chip lo leggono solo le autorità: quando la fotocamera riconosce una carta d'identità tedesca, l'app non prova nemmeno a leggerlo e te lo dice subito. Fotografa il retro della carta, dove ci sono le righe con i caratteri <<<, oppure inserisci i dati a mano. Il passaporto tedesco invece si legge normalmente.

Partire dal cognome

Il campo «Cognome» cerca fra gli ospiti che sono già stati da te: scrivi almeno tre lettere e l'app propone i profili che corrispondono. Sceglierne uno compila l'intera anagrafica, documento compreso. È la via più rapida per un ospite di ritorno, e il campo resta libero: un cognome nuovo si scrive e basta.

Ricerca senza accenti. Cognome, nazioni, comuni, città e la lista di «Rilasciato da» si trovano anche scrivendo senza accenti o segni diacritici: digitando CESKO trovi ČESKO. È un ripiego che scatta solo quando la ricerca esatta non trova niente, e resta una ricerca per inizio parola: ces trova Česko, non ogni nazione che contenga quelle tre lettere in mezzo.

I tre campi che accettano solo una voce dell'elenco

«Luogo di nascita», «Cittadinanza» e «Residenza» non sono caselle libere: il valore va scelto dal menu che compare mentre digiti. Un testo scritto e mai confermato viene tolto quando esci dal campo, con un avviso che te lo dice. Non è un capriccio: solo la voce scelta porta con sé il riferimento che identifica il luogo senza ambiguità, ed è quello che finisce nelle comunicazioni alle autorità.

  • Nelle strutture italiane, luogo di nascita e residenza propongono i comuni italiani con la provincia e gli stati esteri.
  • Nelle strutture di ogni altro Paese propongono le città del mondo, ciascuna col suo paese fra parentesi.
  • Accanto a ogni proposta, e accanto al valore già scelto, c'è la bandiera del paese. Serve perché alcune sigle di provincia italiana coincidono con codici di nazione: AT è sia Asti sia l'Austria.

Il «Luogo di nascita» è obbligatorio solo dove il Paese lo richiede — oggi Italia, Francia e Belgio: altrove si può lasciare in bianco e il salvataggio non si ferma. La «Cittadinanza» invece si chiede sempre, in tutti i Paesi: identifica lo Stato dell'ospite e serve a ogni comunicazione verso le autorità.

Scegliendo la cittadinanza, se il campo del telefono è ancora vuoto viene proposto il prefisso internazionale di quella nazione. Se il telefono è già scritto non viene toccato.

Il maiuscolo di nome e cognome

Nelle strutture in cui è acceso il modulo della Questura — oggi solo l'Italia — la tastiera scrive «Cognome» e «Nome» tutti in maiuscolo: è la convenzione del tracciato Alloggiati Web. In tutte le altre strutture la tastiera mette la sola iniziale maiuscola a ogni parola, perché il maiuscolo pieno altrove produce risultati storti sui nomi con diacritici. In ogni caso la maiuscola che serve ad Alloggiati Web è garantita dal server al momento dell'invio: quello che scrivi qui non cambia ciò che parte verso la Questura.

Alloggio, date e tipo di alloggiato

La tendina «Camera / Alloggio» dice a quale alloggio della prenotazione appartiene questo ospite; sotto ci sono «Data arrivo» e «Data partenza», che possono essere più strette di quelle della prenotazione se l'ospite arriva dopo o parte prima. Nelle strutture italiane compare anche «Tipo Alloggiato», che per il responsabile vale «OSPITE SINGOLO» quando è solo e «CAPO FAMIGLIA» o «CAPO GRUPPO» quando non lo è.

Il documento

La sezione «DOCUMENTO» chiede «Tipo Documento» e «Numero Documento», e in alcuni Paesi «Rilasciato da». Compare sempre per il responsabile; per gli altri ospiti compare dove il Paese dichiara di volere tipo o numero del documento — e sono 23 Paesi su 32. In Italia resta il documento del solo responsabile, perché è il suo che il tracciato della Questura porta con sé.

Il «Tipo Documento» si compila in due modi diversi: nelle strutture italiane è un campo con elenco che cerca fra i tipi della Questura; altrove è una tendina con i documenti previsti dal Paese (per esempio Personalausweis e Reisepass in Germania e Austria, DNI, Pasaporte, NIE e permiso de residencia in Spagna).

Visto e scopo del soggiorno

Sotto il documento, in Repubblica Ceca, compaiono «Scopo del soggiorno» — una tendina, con le voci già tradotte dalla scheda del Paese — e sotto «Numero di visto». È l'autorità ceca ad aver chiesto che l'alloggiatore possa compilarli, e nella stessa richiesta ha detto che obbligatori non possono essere: molti stranieri il visto non ce l'hanno, e uno scopo del soggiorno non indicato viene registrato come altro.

Compilale quando l'ospite ti dà la risposta, lasciale in bianco quando non ce l'ha: una casella vuota è un dato mancante, una riempita a caso è un dato falso. Il numero di visto non viene alzato a maiuscolo, perché è un identificativo rilasciato da uno Stato e va copiato com'è. Valgono per ogni ospite, non per il solo responsabile.

Le stesse due caselle compaiono anche nel check-in online, nella lingua dell'ospite: chi lo compila prima di arrivare te le lascia già piene.

Le foto del documento

Se in «Configurazione» › «Adempimenti fiscali e legali» › «Check-in online» hai attivato la «Foto del documento», l'ospite che fa il check-in online fotografa fronte e retro del documento, e qui compare il riquadro «Foto del documento» con le miniature «Fronte» e «Retro». Tocca una miniatura per ingrandirla, il cestino per eliminarla. Il riquadro c'è solo se l'ospite ha caricato almeno una foto, e lo vedono solo i ruoli che gestiscono le prenotazioni.

Dove compaiono dipende dallo schermo. Su un computer o un tablet largo le foto stanno in un pannello a destra del modulo: la foto toccata si ingrandisce dentro il pannello e i campi restano liberi accanto, così copi i dati guardando il documento. Su telefono le miniature sono il primo blocco della pagina: la foto toccata si apre in un riquadro in alto e il modulo scorre sotto; «Schermo intero» la mostra a tutto schermo, e un tocco ti riporta al riquadro. In entrambi i casi «Fronte» e «Retro» passano da un lato all'altro, le dita o la rotella ingrandiscono, e la X chiude la foto lasciando tutta la pagina al modulo.

Le foto sono conservate cifrate e si cancellano da sole 7 giorni dopo la partenza. Come si attiva, e perché va attivata solo quando serve davvero, è spiegato nella guida alla Struttura.

I dati per fattura

Sotto i contatti, il blocco «Dati per fattura» nasce chiuso e riguarda il solo responsabile: si apre con «Aggiungi dati per fattura» e si richiude con «Rimuovi», che svuota anche i campi. Ha due forme, e a sceglierle è ancora il Paese della struttura.

Strutture italiane. I campi sono quelli di sempre: «Codice Fiscale», «Partita IVA», «Codice Destinatario SDI (7 caratteri)» e la PEC. Codice fiscale e partita IVA vengono controllati nella forma solo quando il cliente è italiano: 16 caratteri il primo, 11 cifre la seconda.

Tutte le altre strutture. SDI e PEC non compaiono, perché sono concetti italiani. Al loro posto c'è un interruttore «Privato» / «Azienda»: su Privato non compare nessun identificativo fiscale, su Azienda compaiono «Ragione sociale / Nome», il numero del registro imprese e l'identificativo IVA.

Le etichette portano il nome vero che l'identificativo ha nel Paese giusto, e i due Paesi non sono lo stesso:

  • l'identificativo IVA prende il nome dal Paese della struttura, perché è la parola che finisce stampata sulla fattura: una struttura ceca scrive DIČ anche quando il valore è tedesco;
  • il registro imprese prende il nome dal Paese del cliente, e compare solo se quel Paese ne ha uno: un'azienda tedesca non ha un IČO, e infatti non se lo vede chiedere.

Quando il cliente è un'azienda ceca, accanto al registro imprese compare «Carica dati da ARES», che riempie ragione sociale, identificativo IVA e l'indirizzo di fatturazione — via, civico, CAP, comune e regione — dal registro pubblico ceco. Segue il cliente, non la struttura: lo vede anche un host austriaco che fattura a un'azienda ceca.

Sotto c'è l'indirizzo di fatturazione, che comincia con «Nazione cliente». Quel campo decide le due regole qui sopra, quindi vale la pena sceglierlo dall'elenco che compare mentre digiti: così l'app conosce il codice del paese e può mostrarti le etichette giuste.

Sono due indirizzi diversi. Le caselle qui sopra sono l'indirizzo a cui intesti la fattura; quelle del blocco «Indirizzo di residenza» sono dove l'ospite abita, ed è quel secondo valore — non questo — che viene dichiarato all'autorità. Scrivere in uno non cambia l'altro. Per questo «Carica dati da ARES» si può premere senza pensarci: l'indirizzo dell'azienda entra solo nella fattura e la residenza dell'ospite resta quella che hai registrato. Se lasci vuoto l'indirizzo di fatturazione, in fattura finisce quello di residenza.

L'indirizzo di residenza

Il blocco «Indirizzo di residenza» non si chiede allo stesso modo dappertutto: quello che vedi lo decide il Paese della struttura, e in 15 Paesi su 32 il blocco non compare affatto — lì la residenza si indica con la sola città, nell'anagrafica.

Non sono le caselle dell'indirizzo per la fattura: sono un dato a parte, e è questo che finisce nelle comunicazioni alle autorità. Se l'ospite ti chiede la fattura a un indirizzo diverso — la sede della sua azienda, per esempio — scrivilo là sopra, in «Indirizzo per la fattura», e lascia qui dove abita davvero.

La regola da ricordare è una sola: compila i campi che vedi. Quelli obbligatori te lo dicono da soli — se ne lasci uno vuoto il salvataggio si ferma, ti dice quale e ti porta sul campo da completare; gli altri puoi lasciarli in bianco.

La tassa di soggiorno

La sezione «TASSA DI SOGGIORNO» compare nei Paesi che una tassa turistica ce l'hanno (23 su 32), e porta l'interruttore «Esonerato da tassa». Acceso, toglie del tutto questo ospite dal conto della tassa della prenotazione. Nei Paesi in cui la legge o il sistema chiede il motivo (Cechia, Ungheria, Slovenia) con l'interruttore acceso compare anche il menu «Motivo esenzione», con i motivi e i codici ufficiali di quel Paese: il motivo esce nel registro ospiti.

Le esenzioni che si possono calcolare da sole non si registrano qui: le fasce di età e il tetto di notti sono già automatici. L'età viene calcolata giorno per giorno dalla data di nascita, quindi un compleanno durante il soggiorno fa scattare la fascia dal giorno giusto, anche a cavallo d'anno. L'interruttore serve ai casi che nessun calcolo può indovinare. Quali siano lo decide il regolamento del comune o la norma del Paese, non Vezpa: l'app non ne tiene un elenco e non ti chiede il motivo.

Quando l'esonero è spento può comparire anche la tendina «Riduzione», con le riduzioni del comune dell'alloggio. Compare solo sugli alloggi collegati a PayTourist e solo se quel comune ne ha registrate. Attenzione a che cosa fa: la riduzione non cambia il totale della tassa dentro Vezpa, viene trasmessa a PayTourist insieme all'ospite ed è lì che produce il suo effetto.

Note e firma

Il blocco «NOTE» tiene un «Ricordo» libero sull'ospite e l'interruttore «Ricorda Compleanno». Più in basso, solo dove la legge prevede la firma dell'ospite (Germania, Austria, Francia e Spagna), compare «Firma ospite», facoltativa: si apre un riquadro bianco, l'ospite firma con il dito o con una penna, e la firma viene caricata come immagine. A firma acquisita il pulsante diventa verde e dice «Firma acquisita».

La firma serve alla struttura come prova, e finisce nel PDF del modulo di registrazione: nessun sistema governativo collegato la riceve. Negli altri Paesi che hanno un modulo di registrazione la sezione non c'è: il PDF si stampa lo stesso, con la riga da firmare su carta.

Registrare l'ospite

Il gesto che registra sta in due posti, ed è lo stesso gesto: in fondo alla pagina il pulsante arancione «Registra Ospite» (oppure «Registra Responsabile») con il numero di notti, e in alto, accanto alla freccia indietro, la sola parola «REGISTRA». Ce ne sono due perché la scheda è lunga: chi sta compilando i primi campi non deve scorrere fino in fondo per salvare. Mentre la registrazione è in corso si spengono tutti e due insieme, così l'ospite non viene registrato due volte.

Su una finestra molto stretta il pulsante in alto si riduce alla sola icona, e se lo spazio non basta nemmeno per quella sparisce: in quel caso resta il pulsante in fondo, che c'è sempre.

Al tocco partono quattro controlli, in quest'ordine: i campi obbligatori della schermata, i tre campi che vogliono una voce scelta dall'elenco, le regole del Paese (documento, indirizzo, sesso, date) e infine un controllo sul server. Se qualcosa non va, la scheda resta aperta: il problema viene scritto sotto ogni casella interessata, la pagina scorre fino alla prima e le dà il fuoco, e un avviso in fondo allo schermo riassume tutto quello che manca. Quando invece è tutto a posto l'ospite viene registrato e la schermata si chiude.

Su un ospite che non è il responsabile, sotto al pulsante arancione, c'è anche «Cancella Ospite». Sul responsabile non compare: la prenotazione non può restare senza.

Il foglio che si apre — «Rimuovi Ospite» — chiede che cosa togli dal conto, con le stesse scelte dell'aggiunta: «Adulto», oppure «Bambino» con un selettore d'età. Le età offerte sono soltanto quelle davvero dichiarate in quell'alloggio — si toglie un bambino che c'è — e l'importo che torna indietro cambia con l'età scelta: un neonato e un ragazzo non valgono lo stesso supplemento.

Su una prenotazione senza età dichiarate — le più vecchie, o quelle arrivate da un portale che manda un bambino per alloggio senza l'età — il foglio offre le tre fasce, «Neonato», «Ragazzo» e «Adulto», ognuna con accanto il suo intervallo di anni, e aggiunge «Nessuna variazione» quando nessuna delle tre è già a zero. Sugli alloggi con modello di prezzo Derivato il foglio offre invece le percentuali configurate: lì l'età non entra nella scelta.

Casi particolariQuello che la schermata fa solo in certe condizioni

Il chip dice la città ma non il paese

Alcuni documenti indicano il luogo di nascita con la sola città — BERLIN, TOLEDO — senza dire in che paese si trova. Dopo una lettura NFC, Vezpa prova a risalirci da sola usando il paese della struttura, la cittadinanza e lo stato che ha emesso il documento.

Quando la città esiste in più paesi e nessuno di quegli indizi decide — Toledo esiste in Spagna, Stati Uniti, Brasile e Filippine — l'app te lo chiede, con l'elenco dei paesi possibili. Se annulli, il luogo di nascita resta da completare a mano e il campo te lo ricorda con la scritta «Completa il luogo di nascita».

«Rilasciato da»: due Paesi, due domande diverse

La casella è una sola ma non chiede la stessa cosa dappertutto.

  • In Italia la pretende il tracciato Alloggiati Web e vuole un luogo o un'autorità (un comune nella forma COMUNE - PROVINCIA, oppure uno stato estero). È obbligatoria per il responsabile.
  • In Bulgaria e Portogallo la pretende la scheda del Paese e vuole la nazione che ha emesso il documento. Lì la casella si mostra ma non blocca il salvataggio.
  • In tutti gli altri Paesi la casella non compare affatto.

L'elenco proposto è lo stesso nei due casi e mescola nazioni ed enti italiani: è l'unico che il controllo sul server accetta oggi.

La città di residenza degli ospiti stranieri

Il campo «Residenza» è disegnato sempre, in tutti i Paesi. Quello che cambia è l'obbligo, e lo accendono tre regole diverse:

  • in Italia lo impone la Questura;
  • la Croazia lo dichiara campo obbligatorio del check-in elettronico, anche per gli ospiti che risiedono all'estero;
  • in Polonia, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca è obbligatorio per una ragione diversa: lì il blocco dell'indirizzo non esiste, ma il comune di residenza va dichiarato lo stesso, quindi l'unico posto dove metterlo è questo campo.

Negli altri Paesi si può lasciare vuoto.

Quando arrivi qui da una notifica

Se una comunicazione a un'autorità si è fermata su un dato di questo ospite, la notifica porta direttamente qui e in cima alla scheda compare un riquadro arancione con il sistema che si è bloccato e il motivo. Dove il server sa proporre il valore giusto, il riquadro porta anche il pulsante che lo applica. Il riquadro si chiude con la X e non impedisce di salvare.

L'ospite di una prenotazione senza alloggio

Nella tendina «Camera / Alloggio» la voce di una prenotazione a cui manca l'alloggio è scritta in rosso e in grassetto e riporta «Alloggio non assegnato» al posto del nome. Il testo dice quello che dice il colore, quindi si capisce anche senza distinguere il rosso.

Puoi registrare l'ospite lo stesso: la registrazione non dipende dall'assegnazione dell'alloggio. Il rosso ricorda che su quella prenotazione resta un alloggio da assegnare, e lo assegni dalla scheda della prenotazione, con «Assegna alloggio».

Quando il server corregge o avverte

Il controllo sul server può correggere un valore — per esempio un comune cessato, sostituito da quello che lo ha assorbito — oppure dirti che cosa ha scartato. In tutti e due i casi te lo mostra prima di andare avanti, e la correzione la vedi scritta nel campo. Se non fosse mostrata, una correzione del server sarebbe indistinguibile da un dato perso.

Se il server non risponde affatto, il salvataggio non viene bloccato: ti viene detto che la verifica non è stata eseguita e decidi tu se procedere. Può succedere di essere senza rete con il documento in mano, e in quel caso registrare è meglio che non registrare.

Chi può stare in questa schermata

La registrazione ospiti segue il permesso di scrivere sulle prenotazioni. Il pulsante «Carica dati da ARES» chiede qualcosa in più — l'accesso ai dati fiscali — quindi il ricevimento vede il campo del registro imprese e lo compila a mano, ma il pulsante non gli compare.

Se qualcosa non tornaI dubbi più frequenti, con la risposta corta

  • Ho scritto la città e quando sono uscito dal campo è sparita. Luogo di nascita, cittadinanza e residenza accettano solo una voce scelta dal menu: riapri il campo, scrivi due lettere e tocca la riga giusta.
  • Ho scansionato il documento e non si è compilato niente. Guarda il messaggio: se dice che non è stato letto nessun dato, hai fotografato il lato senza la banda di caratteri — sulla carta d'identità è il retro. Se dice che la lettura non è disponibile, il servizio è irraggiungibile e i campi si compilano a mano.
  • Non trovo il pulsante NFC. Esiste solo su telefono e tablet con lettore NFC. Su computer non c'è.
  • Non vedo la sezione del documento su un ospite. È quella con le caselle, non il blocco della scansione che porta lo stesso nome in cima alla pagina e c'è sempre. Fuori dall'Italia le caselle si chiedono a ogni ospite solo dove il Paese lo prevede; dove non è previsto compaiono sul solo responsabile.
  • Non vedo la casella «Rilasciato da». Compare in Italia, in Bulgaria e in Portogallo. Altrove il documento si dichiara senza.
  • Non vedo il blocco dell'indirizzo. Esiste in 17 Paesi su 32. Dove non c'è, la residenza si indica con la sola città nell'anagrafica.
  • Non vedo la tendina del sesso. Compare negli 8 Paesi in cui un'autorità o il libro ospiti la chiedono. Un valore già letto dal documento resta salvato anche dove la tendina non si mostra.
  • Non vedo la sezione della firma. Compare solo in Germania, Austria, Francia e Spagna, dove la legge chiede la firma dell'ospite. Negli altri Paesi non serve: se esiste il modulo di registrazione, lo stampi e lo fai firmare su carta.
  • Non vedo la tendina «Riduzione». Compare solo sugli alloggi collegati a PayTourist e solo se il comune ha riduzioni registrate.
  • Ho messo una riduzione e il totale della tassa non è cambiato. È previsto: la riduzione viaggia verso PayTourist e non tocca il conto dentro Vezpa. Per togliere un ospite dal conto si usa «Esonerato da tassa».
  • Non trovo dove indicare la scadenza del documento. Il modulo dell'ospite non la chiede: raccoglie tipo, numero e, dove previsto, chi lo ha rilasciato. L'unica casella che la chiede è «Scadenza (AAMMGG)», nel ripiego manuale della lettura NFC, e serve solo ad aprire il chip: non viene salvata sull'ospite.
  • Non vedo il pulsante di ARES. Compare solo se il cliente della fattura è ceco, e solo per chi ha accesso ai dati fiscali. Il campo resta compilabile a mano.
  • Il pulsante in alto è sparito. Su finestre molto strette si riduce all'icona e poi cede il posto: usa quello in fondo alla pagina.
  • Ho premuto Registra e non succede niente. Scorri la pagina: il campo che manca porta il messaggio sotto la casella, e la pagina ci si è già spostata. Se non hai visto nessun messaggio, la registrazione era già in corso.
  • Non trovo «Cancella Ospite». Sul responsabile della prenotazione non c'è. Su un altro ospite sta in fondo, sotto il pulsante arancione.
La guida a passi dentro l'app si riapre quando vuoi dal menu in alto a destra, voce «Guida a schermo»: illumina un elemento per volta e non tocca nessun dato. Dallo stesso menu, «Guida nel browser» riapre questa pagina.

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