Guida Fatturazione

Emettere una fattura da una prenotazione o da una vendita del Benessere, nei 21 paesi UE in cui Vezpa produce il documento

A cosa serve, e chi la usaUn documento fiscale prodotto da Vezpa, con le regole del tuo paese

Questa funzione emette una fattura a partire da una prenotazione di alloggio o da una vendita del modulo Benessere. Vezpa compila le righe, applica l'aliquota che hai impostato, tiene la numerazione e genera il PDF. Non passa da nessun intermediario: non c'è un costo per documento e non c'è nessun credito da ricaricare.

Vale per le strutture registrate in uno di questi 21 paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cechia, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

L'Italia non c'è, ed è voluto: una struttura italiana usa la fatturazione elettronica verso lo SDI, che è un'altra funzione e ha la sua guida dedicata. Se provi a emettere da qui con la nazione impostata su Italia, il server rifiuta e ti rimanda a quella.

Valuta e lingua del documento

Le descrizioni delle righe e le etichette del PDF escono nella lingua predefinita del paese scelto nelle impostazioni, e gli importi nella valuta di quel paese: corone, złoty, forint, lei o euro a seconda di dove sei. Il paese si compila da solo con quello della tua proprietà alla prima apertura, e resta modificabile.

Chi può usarla

Le impostazioni e l'emissione sono riservate a «Direttore» e «Assistente»: per tutti gli altri ruoli il server rifiuta la richiesta, anche quando un percorso dell'app lascia aprire la schermata.

Che cosa questa funzione non fa

  • Non trasmette niente all'amministrazione fiscale, in nessuno dei 21 paesi. Vezpa produce il documento, lo numera e lo archivia; dichiarazioni e contabilità restano fuori e le gestisci come oggi, con il tuo commercialista.
  • Non esiste la nota di credito. Una fattura sbagliata si annulla, e l'annullamento non produce un secondo documento.
  • Non ricalcola i prezzi: prende gli importi già scritti sulla prenotazione o sul conto del Benessere.
Vezpa è uno strumento gestionale, non un consulente fiscale. Il regime IVA, la dicitura di esenzione e i casi particolari del tuo paese sono materia del tuo commercialista.

Le impostazioni, una volta solaDue interruttori, i tuoi dati di venditore, la numerazione

Il percorso è Configurazione → Fatturazione, dentro il gruppo «Adempimenti fiscali e legali». Qui non esce nessun documento: si scrive una volta sola quello che finirà stampato su tutte le fatture.

I due interruttori in cima

  • «Attiva fatturazione» accende la funzione. Finché è spenta, chi prova a emettere da una prenotazione riceve l'avviso che la fatturazione non è attiva e non va avanti.
  • «Soggetto IVA» dichiara che sei soggetto passivo. Se non lo sei, lascialo spento: le fatture escono senza imposta su tutte le righe.
Sbagliare l'interruttore IVA significa emettere documenti fiscalmente errati. Nel dubbio, verificalo con il commercialista prima della prima fattura.

La nota stampata in fondo cambia nome con l'interruttore

È sempre lo stesso campo, e il nome che porta ti dice in quale dei due regimi stai scrivendo.

  • A interruttore spento si chiama Dicitura di esenzione IVA ed è obbligatorio: senza, Vezpa rifiuta l'emissione. L'unica eccezione è la Cechia, dove lasciandolo vuoto viene stampata la frase già verificata per quel paese; negli altri venti Vezpa non inventa una citazione normativa al posto tuo.
  • A interruttore acceso si chiama Nota facoltativa: lascialo vuoto e in fondo alla fattura non compare nessuna riga. Serve a chi deve far comparire un riferimento normativo pur essendo soggetto IVA, per esempio un'inversione contabile.

Quello che scrivi tu ha comunque la precedenza, in tutti e due i regimi e anche in Cechia.

I campi

CampoA cosa serve
Ragione socialeIl tuo nome commerciale, stampato come venditore. Obbligatorio
Identificativo fiscale dell'aziendaIl numero con cui la tua impresa è registrata nel tuo paese — in Cechia è l'IČO, altrove il registro imprese locale. Obbligatorio solo per le strutture ceche; altrove lascialo vuoto se non ne hai uno equivalente
Numero di identificazione IVA dell'aziendaIl tuo identificativo IVA nel formato del tuo paese — sulle fatture ceche resta stampato sotto la sigla DIČ. Obbligatorio solo se sei soggetto IVA
IndirizzoLa sede stampata in fattura. Obbligatorio
«Numero di conto (formato ceco)»Compare solo se la tua struttura è in Cechia: il conto scritto come lo scrivono le aziende ceche (prefisso-numero/codice banca)
«IBAN (riferimento di pagamento)»Il conto su cui vuoi essere pagato, stampato come riferimento per il bonifico
«Aliquota IVA predefinita (%)»Precompilata con l'aliquota alloggio del tuo paese; si applica alla riga di alloggio e a quella del Benessere quando sei soggetto IVA
«Giorni per la scadenza»Quanti giorni dopo l'emissione scade la fattura. Nasce a 14
«Numerazione»«Unica» oppure «Separata (alloggio / spa)»
«Prefisso struttura»Le lettere davanti al numero. C'è sempre
«Prefisso spa»Il prefisso delle fatture del Benessere. Compare solo con la numerazione separata
«Formato del numero»Come viene stampato il numero: le due forme sono spiegate nella sezione sulla numerazione
«Tassa di soggiorno e IVA»Solo se sei soggetto IVA: «Automatico (secondo il paese)», «Fuori dalla base IVA (riscossa per conto dell'ente)» oppure «Nella base IVA (aliquota dell'alloggio)». Vedi la sezione sull'emissione
«Testo dell'email con la fattura»Il testo dell'email che accompagna la fattura, per lingua. Vedi la sezione sull'invio
In Cechia IČO e DIČ si controllano quando salvi. L'IČO sono 8 cifre, senza il prefisso CZ, e l'ultima è una cifra di controllo: un numero con una cifra sbagliata viene rifiutato. Il DIČ è CZ seguito da 8 a 10 cifre, e il formato si controlla anche se non sei soggetto IVA. L'errore più frequente è scambiare i due campi: CZ va solo nel DIČ.
Se manca uno dei campi obbligatori, Vezpa rifiuta l'emissione e ti dice quali mancano. È voluto: una fattura senza venditore non è un documento valido, e il numero che avrebbe consumato non tornerebbe indietro.
I tuoi dati di venditore vengono congelati sul documento al momento dell'emissione: correggerli dopo non cambia le fatture già emesse, vale per quelle successive.

Come nasce il numeroPrefisso, progressivo, anno — e una scelta da fare prima

Il numero è prefisso + progressivo + anno, per esempio FA12/2026. Il progressivo riparte da 1 a ogni anno nuovo.

il prefisso comanda la sequenza → alloggio Benessere

La regola vera è una sola: la sequenza segue il prefisso. Due fatture con lo stesso prefisso condividono il contatore, due prefissi diversi hanno contatori indipendenti. Così due documenti non possono mai portare lo stesso numero.

Se…Cosa succede
Separata con prefissi diversi (per esempio UB e WE)Due sequenze indipendenti: UB1, UB2… e WE1, WE2…
Separata con prefissi uguali, o entrambi vuotiUna sequenza sola, condivisa fra alloggio e Benessere: i numeri restano distinti
Cambi modalità ad anno iniziatoLa sequenza prosegue, non riparte da 1
Cambi prefisso ad anno iniziatoSi apre una sequenza nuova da 1 sotto quel prefisso

Niente buchi, niente riuso

  • Se l'emissione fallisce a metà, anche solo nella generazione del PDF, non viene consumato nessun numero: l'operazione viene annullata per intero.
  • Se due persone emettono nello stesso istante, le due emissioni vengono messe in coda e ricevono due numeri consecutivi.
  • Una fattura annullata tiene il suo numero, che non viene mai riassegnato.
Cambiare prefisso a metà anno non genera duplicati, ma spezza la continuità della serie: è una scelta da fare prima della prima fattura, meglio con il commercialista.

Due forme per lo stesso numero

In «Formato del numero» scegli come viene stampato. «Prefisso + numero / anno (es. 54/2026)» è la forma predefinita, quella descritta qui sopra, e per chi emetteva già non cambia niente. «Prefisso + anno + numero a 4 cifre (es. 20260054)» è una forma diffusa nei gestionali cechi: l'anno davanti, poi il progressivo su quattro cifre — con il prefisso FA, FA20260054. Cambia solo la stampa: serie, prefisso e progressivo restano gli stessi, e le fatture già emesse non vengono rinumerate.

Continuare la numerazione del sistema precedente

Se arrivi da un altro gestionale con una serie già avviata — per esempio ferma alla fattura 53 — scegli prima il formato che usavi; poi, sulla prima fattura che emetti da Vezpa, tocca la matita accanto a «Numero fattura» e scrivi 54 in «Numero progressivo». Da lì Vezpa prosegue da solo: 55, 56…

Il numero di una fattura emessa non si cambia mai. La matita vale solo per la fattura che stai per emettere, e solo con un numero libero nella sua serie: se è già di una fattura emessa, Vezpa lo rifiuta. Un numero più basso dell'ultimo è ammesso se è libero, ma la serie non torna indietro: le fatture successive proseguono dal più alto.

Emettere da una prenotazioneCinque passi, e il documento è fatto

  1. Apri la scheda della prenotazione, tocca il menu con i tre puntini e scegli «Fatturazione»: si apre la pagina «Emetti fattura»
  2. Scegli il «Tipo cliente»: «Privato» oppure «Azienda»
  3. Per un'azienda compila Identificativo fiscale del cliente, obbligatorio solo se la tua struttura è in Cechia e facoltativo altrove. Se il cliente è un'azienda ceca, accanto al campo compare «Carica dati da ARES»: toccalo e ragione sociale, identificativo IVA e indirizzo si compilano da soli dall'anagrafe pubblica ceca
  4. Controlla le righe e tocca «Emetti»
  5. Il PDF si apre subito: da lì lo stampi o lo salvi
Il pulsante «Carica dati da ARES» compare in due casi: quando il cliente è un'azienda ceca, qualunque sia il paese della tua struttura, e quando è ceca la tua struttura, perché lì quel numero è obbligatorio per legge. Se non lo vedi non è un guasto — ARES conosce solo aziende ceche: scrivi i dati a mano e prosegui. Se l'azienda non risulta nel registro, l'app te lo dice e ti lascia continuare.

Che cosa finisce nelle righe

RigaDa dove arrivaIVA
AlloggioIl totale della prenotazioneL'aliquota predefinita
Tassa di soggiornoIl totale tassa della prenotazioneSenza imposta se non sei soggetto IVA; se lo sei, esclusa dalla base imponibile oppure l'aliquota dell'alloggio, secondo il paese e l'impostazione «Tassa di soggiorno e IVA» (vedi sotto)
Addebiti extraOgni addebito registrato sul contoL'aliquota della singola riga

Se non sei soggetto IVA tutte le righe escono senza imposta e in fondo compare la dicitura di esenzione.

Il numero, prima di emettere

In cima a «Emetti fattura» compare «Numero fattura»: il numero che questa fattura riceverà, cioè il prossimo della sua serie, già nel formato scelto. Di solito non c'è niente da fare. La matita accanto, «Cambia numero», serve a un caso solo — continuare la numerazione del sistema che usavi prima — e apre un avviso, il campo «Numero progressivo», dove scrivi soltanto il progressivo (per esempio 54), e l'anteprima del numero come verrà stampato. Confermando, Vezpa controlla che sia libero; se non lo è, compare «Questo numero è già usato da una fattura emessa.»

L'email del cliente, e l'invio subito dopo

Sotto i dati del cliente c'è «E-mail del cliente», già compilata con l'email della prenotazione: finisce nella fattura e decide dove viene mandata. Correggila se la fattura va, per esempio, all'ufficio di un'azienda. Dopo «Emetti» si apre l'anteprima del PDF, e nella barra in alto c'è il pulsante «Invia fattura».

Correggere le righe, e il tuo testo

Sotto i dati del cliente trovi «Righe della fattura», già compilate dalla prenotazione: ogni riga ha «Descrizione», «Quantità» e «Prezzo unitario», e puoi correggerle tutte prima di emettere. La riga dell'alloggio porta le date del soggiorno, il numero di notti, il numero di persone e il nome dell'alloggio. Con «Aggiungi riga» ne aggiungi una, con il cestino accanto a una riga la togli, e il «Totale» si aggiorna mentre scrivi. Vale anche per la riga del Benessere. Il campo «Testo libero sulla fattura» è facoltativo e viene stampato sul PDF: per esempio un ringraziamento o le istruzioni di pagamento. Il PDF è impaginato a blocchi — i tuoi dati di fornitore e quelli del cliente, le date del documento con la scadenza, la tabella delle righe.

Una fattura da zero non si emette. Finché il totale è zero, «Emetti» resta spento e sotto il totale compare un avviso; anche il server rifiuta un documento a zero, prima di assegnargli un numero. Capita soprattutto con le prenotazioni arrivate da un calendario iCal, che non porta prezzi: la riga dell'alloggio c'è già, con descrizione, date, notti e persone, ma a prezzo zero, e devi solo scrivere l'importo.

Tassa di soggiorno e IVA, se sei soggetto IVA. Conta chi deve la tassa per legge. Se la deve l'ospite e tu la riscuoti per conto del comune o dell'ente turistico, resta fuori dalla base IVA (Direttiva 2006/112/CE, art. 79, lettera c) e la riga esce come esclusa dalla base imponibile: nel PDF la colonna dell'aliquota porta «–» invece di 0, il riepilogo IVA le dà una riga sua, «Escluso dalla base imponibile», e l'imponibile stampato non la comprende; se la deve la struttura, fa parte del prezzo e paga l'IVA dell'alloggio. Lo decide «Tassa di soggiorno e IVA» nelle impostazioni: parte da «Automatico (secondo il paese)», e sotto il menu leggi che cosa vale ora per il tuo paese.

  • Nella base IVA in automatico: Spagna, Belgio e Bulgaria. La riga prende l'aliquota dell'alloggio e non porta nessun motivo. In Spagna è la posizione dell'amministrazione fiscale (consulta DGT V0507-26). In Belgio, se scegli «Fuori dalla base IVA (riscossa per conto dell'ente)», viene stampato il motivo con il riferimento di legge belga.
  • Fuori dalla base IVA, con il motivo stampato: Cechia, Slovacchia, Polonia, Ungheria, Austria, Lussemburgo, Portogallo, Croazia, Slovenia e Paesi Bassi. Sotto la riga compare, in piccolo e in corsivo, il motivo con il riferimento alla legge nazionale; nel PDF è stampato sotto la descrizione della riga e nella riga «Escluso dalla base imponibile» del riepilogo IVA. Nei Paesi Bassi la tassa resta fuori dalla base anche quando la deve la struttura, purché sia calcolata per notte e indicata su una riga a parte (Hoge Raad, 1985).
  • Devi scegliere tu: Germania (Kurtaxe o City-Tax), Francia (taxe de séjour au réel o forfaitaire) e Romania, dove dipende dal comune o dal regime. Finché non hai scelto, emettendo la fattura di una prenotazione con la tassa compare il riquadro «Come si tratta la tassa di soggiorno ai fini IVA?» con due pulsanti, «Fuori dalla base IVA (riscossa per conto dell'ente)» e «Nella base IVA (stessa aliquota del soggiorno)», e «Emetti» resta spento; anche il server rifiuta l'emissione. La scelta si salva nelle impostazioni e le righe si ricaricano: con «Fuori dalla base IVA (riscossa per conto dell'ente)» viene stampato il motivo con il riferimento di legge del paese, con «Nella base IVA (stessa aliquota del soggiorno)» la riga prende l'aliquota dell'alloggio.
  • Negli altri paesi la riga resta esclusa dalla base imponibile, senza motivo; se la tassa la deve la struttura, scegli «Nella base IVA (stessa aliquota del soggiorno)». In Grecia il contributo per la resilienza climatica non va mai in fattura: va sulla ricevuta speciale separata («ειδικό στοιχείο»), che emetti tramite il tuo fornitore myDATA citando numero e data della fattura; Vezpa non la emette e non mette la riga in fattura.

La riga della tassa di soggiorno mostra unità × tariffa — per esempio 14 × 2,00 — quando tutte le unità tassate (notti per persona o per camera) hanno la stessa tariffa; con tariffe diverse resta 1 × totale. In Catalogna la legge chiede notti e tariffa in fattura, e nei Paesi Bassi il calcolo per notte serve a tenere la tassa fuori dalla base. Nel dubbio chiedi al tuo commercialista: la scelta vale per le fatture che emetti da quel momento. Se non sei soggetto IVA non cambia niente: il menu non compare, la riga esce senza imposta e vale per tutto il documento la dicitura di esenzione in fondo.

Emettere da una vendita del BenessereTrattamenti e prodotti, con una riga sola

Dalla scheda di una prenotazione del Benessere trovi la stessa azione di emissione. Il flusso è identico — tipo cliente, dati, «Emetti», PDF — ma la fattura esce con una riga unica, intitolata Wellness, che porta il totale del conto: le singole voci non vengono dettagliate.

Con la numerazione «Separata (alloggio / spa)» questa fattura prende il «Prefisso spa» e il contatore di quella serie, indipendente da quello dell'alloggio.
Su questo percorso l'app non controlla il ruolo prima di aprire la schermata: chi non è «Direttore» o «Assistente» arriva fino al modulo e viene fermato dal server al momento di emettere.

Come il cliente pagaCoordinate bancarie per tutti, QR e link per chi li ha

Il blocco di pagamento viene stampato solo se hai compilato almeno uno fra IBAN e numero di conto ceco. Se sono vuoti entrambi, la fattura esce senza nessuna coordinata.

Che cosa hai compilatoChe cosa viene stampato
Solo l'IBANUna riga con l'IBAN
Solo il conto in formato cecoUna riga con quel numero, senza IBAN
Tutti e dueIl conto ceco come riga principale, l'IBAN sotto, per chi paga dall'estero
Solo per le strutture ceche la riga porta anche il variabilní symbol e sotto compare il QR Platba, il codice di pagamento standard ceco: il cliente lo inquadra con l'app della sua banca e il bonifico si apre già compilato. Se hai scritto il conto in formato ceco, il QR punta all'IBAN che Vezpa ricava da quel numero e che ti mostra sotto al campo. Negli altri venti paesi il QR non esiste: le convenzioni di bonifico sono diverse e Vezpa non costruisce ancora l'equivalente.

Quale numero fa da variabilní symbol dipende dal formato. Con «Prefisso + numero / anno (es. 54/2026)», o con un prefisso che contiene lettere, è un contatore a parte, unico per la struttura e mai riusato, che non coincide con il numero della fattura. Con «Prefisso + anno + numero a 4 cifre (es. 20260054)» e un numero fatto di sole cifre (al massimo 10), il VS è il numero stesso della fattura — fattura 20260054, VS 20260054, anche nel QR — come nei gestionali cechi: chi paga ritrova la fattura nell'estratto conto senza un secondo numero.

La riga «Paga online»

Se incassi con Stripe, sul PDF compare in aggiunta una riga con un indirizzo: il cliente lo apre e paga con carta, senza bonifico. Non sostituisce né l'IBAN né il QR, e viene stampata anche se non hai nessuna coordinata bancaria — chi incassa solo con carta non resta senza strada.

L'indirizzo è corto — il dominio pubblico della struttura seguito da /f/ e da un codice di 16 caratteri, stampato senza https:// — e tutta la riga è il collegamento. Nell'anteprima del PDF dentro l'app i collegamenti non si toccano; nel PDF che mandi al cliente, aperto con qualunque lettore PDF, la riga si clicca.

Quella riga o entra nel PDF al momento dell'emissione, o non entra più: il documento viene congelato così com'è e non viene riscritto. Collegare Stripe dopo aver emesso vale per le fatture successive, non per quelle già fatte. L'indirizzo vale per quella sola fattura e smette di funzionare quando la fattura risulta annullata o già pagata.

Fatture emesse, invio, annullamentoRitrovare un documento, mandarlo, correggere un errore

Dalla pagina «Fatturazione» l'icona in alto apre l'elenco «Fatture emesse», che tiene insieme alloggio e Benessere. Ogni riga porta numero, data, importo e stato.

La strada più corta è dalla «Direzione»: il riquadro «Contabilità», accanto al POS, apre direttamente «Fatture emesse».

In cima all'elenco c'è «Cerca» («Numero, cliente, P. IVA o ospite»): cerca nel numero, nel nome del cliente, nel suo identificativo fiscale o IVA e nel nome dell'ospite della prenotazione. Sotto, i filtri per stato — «Tutte», «Emessa», «Pagata», «Annullata» — e, quando le fatture coprono più di un anno, il menu dell'anno con «Tutti gli anni». Nella barra in alto, «Ordina per» offre «Più recenti prima», «Meno recenti prima», «Numero: dal più alto», «Numero: dal più basso», «Importo: dal più alto», «Importo: dal più basso», «Cliente (A–Z)»; si parte da «Più recenti prima». L'elenco carica 50 fatture alla volta: in fondo, «Carica altri» porta le successive.

StatoChe cosa vuol dire
«Emessa»Il documento esiste e non risulta ancora saldato
«Pagata»Il cliente ha pagato dal link stampato in fattura
«Annullata»La fattura è stata annullata da te

Sotto il nome del cliente, «Inviata il …» indica l'ultima volta che la fattura è partita per email. Se la riga non c'è, la fattura non è ancora stata inviata.

«Pagata» arriva in ritardo, e saperlo evita un sollecito sbagliato. Il passaggio viene riconosciuto quando quella pagina di pagamento viene riaperta: se il cliente paga e non ci torna, la fattura resta «Emessa» per un po' anche se l'incasso è già sul tuo conto Stripe. Nel dubbio, la verità sta nel tuo pannello Stripe.

Riaprire il PDF

Tocca «Apri PDF»: il documento archiviato viene rimostrato com'era al momento dell'emissione, non viene rigenerato. Fa eccezione qualche fattura molto vecchia, emessa prima che l'archiviazione del PDF esistesse: quella viene ricostruita con il modello di stampa di oggi.

Inviare la fattura per email

Il pulsante «Invia fattura» è nella barra dell'anteprima del PDF, sia subito dopo l'emissione sia quando riapri una fattura dall'elenco, e la voce resta anche nel menu della riga. Apre il foglio d'invio, solo per email: «Indirizzo del destinatario» è modificabile e parte con l'email del cliente scritta in fattura, o se manca con quella dell'ospite. Vezpa controlla che sia un indirizzo valido e manda davvero lì, con il PDF archiviato in allegato.

Il testo dell'email lo scrivi in «Testo dell'email con la fattura», nelle impostazioni della fatturazione: scegli la «Lingua del testo», poi «Oggetto» e «Testo». Nel campo vuoto vedi il testo predefinito, che vale finché non ne scrivi uno tuo, e puoi usare {ospite_nome}, {struttura_nome}, {numero_fattura}; «Ripristina il testo predefinito» torna a quello predefinito. L'email parte nella lingua dell'ospite, e la firma è il nome della struttura che l'ospite conosce, non la tua ragione sociale.

Mandarla al cliente

Dal menu della riga, «Invia fattura» la manda per email, con in allegato il PDF archiviato e non una copia rifatta. L'invio è solo per email: un documento non entra in un messaggio WhatsApp. Su una fattura annullata la voce non viene nemmeno offerta.

Annullare

  1. Apri la fattura dall'elenco e scegli «Annulla fattura»
  2. Conferma: la fattura passa allo stato «Annullata»
  3. Il numero resta riservato e non viene riassegnato
La nota di credito non esiste in questa versione, in nessuno dei 21 paesi: l'annullamento cambia lo stato del documento e basta. Se la fattura è già arrivata al cliente o in contabilità, concorda con il commercialista come sistemarla.

Se qualcosa non tornaI sintomi, e la causa vera di ognuno

  • Nella Configurazione non c'è la voce «Fatturazione». O il tuo ruolo non è «Direttore» né «Assistente», oppure la nazione della struttura non è fra i 21 paesi coperti. Se è l'Italia, la funzione giusta è la fatturazione elettronica.
  • Dalla prenotazione l'app dice che la fatturazione non è attiva. L'interruttore «Attiva fatturazione» è spento: accendilo nelle impostazioni. L'avviso stesso indica la strada: «Configurazione» → «Fatturazione».
  • L'emissione viene rifiutata e parla di dati mancanti. Mancano ragione sociale o indirizzo, oppure l'identificativo fiscale se sei in Cechia, oppure il numero IVA se hai acceso «Soggetto IVA». Il messaggio elenca quali: nessun numero è stato consumato.
  • L'emissione viene rifiutata e parla della dicitura. Non sei soggetto IVA e il campo Dicitura di esenzione IVA è vuoto. Compilalo: fuori dalla Cechia Vezpa non scrive quella frase al posto tuo.
  • Il pulsante «Carica dati da ARES» non compare. Né il cliente né la tua struttura sono cechi, oppure il tipo cliente è ancora «Privato». Inserisci i dati a mano: l'emissione funziona allo stesso modo.
  • La fattura esce senza coordinate di pagamento. IBAN e numero di conto sono tutti e due vuoti. Basta compilarne uno.
  • Sulla fattura non c'è il QR. Il QR Platba esiste solo per le strutture registrate in Cechia. Altrove la riga con le coordinate è tutto quello che il documento porta.
  • Ho corretto i miei dati ma la fattura vecchia è rimasta uguale. È voluto: i dati del venditore sono congelati sul documento emesso. La correzione vale per le fatture successive.
  • «Emetti» resta spento. Il totale delle righe è zero: scrivi l'importo in una riga. Le prenotazioni dai calendari iCal arrivano senza prezzo.
  • Toccando «Emetti» si apre «Completa i tuoi dati di fornitore». Mancano dati tuoi, di chi emette la fattura, non del cliente che hai appena compilato. Tocca «Apri le impostazioni di fatturazione», completali e torna a emettere: nessun numero è stato consumato.
  • In Cechia le impostazioni non si salvano per l'IČO o il DIČ. L'IČO sono 8 cifre senza CZ, con una cifra di controllo; il DIČ è CZ più 8–10 cifre, anche se non sei soggetto IVA. Controlla di non averli scambiati.

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